Materiali dal Brasile: Stato di Bahia
 ::Luglio 2004::

Salvador da Bahia

Mal d'Africa.... mal di Brasile

L'impatto con Salvador da Bahia, capitale dello stato più africano del Brasile, ha l'intensità di un innamoramento. E dello sbigottimento del dolore che mai se ne disgiunge.
La bellezza delle strade acciottolate del Pelourinho, con le sue sontuose chiese decorate a festa, è trepidante e viva perchè svela la sua anima selvaggia di tradizione nera nelle feste spontanee delle sue notti calde al passo della musica dei ritmi africani degli axé. La gente si riversa nelle sue piazze danzando e cantando, accomunata da antiche tradizioni di sincretismo religioso e culturale che la distingue dal resto del paese. Salvador da Bahia è la patria del candomblé (rituale religioso afro-brasiliano) e della copoeira (danza/arte marziale che deriva dalla lotta degli schiavi africani); è il fascino dell'architettura coloniale e delle sue chiese in stile barocco; è il forte odore di dendê (olio di palma, ingrediente principale della cucina di Bahia) che le baiane, nei loro bianchi e ampi costumi tradizionali, usano per friggere l'aracajé, specie di polpette preparate con fagioli marrone e ripiene di gamberetti essiccati, pepe, salsa di pomodoro e vatapá (piatto a base di frutti di mare servito con salsa di pasta di manioca, noce di cocco e olio di dendê).
Ma Salvador è anche afflitta da problemi di ordine sociale ed economico, specchio della stridente contraddizione del Brasile, il "gigante addormentato", paese potenzialmente ricco di risorse naturali e dalle grandi potenzialità di sviluppo, e, al tempo stesso, con un impressionante numero di persone che vivono al di sotto della soglia della povertà tanto da non aver garantiti un pasto quotidiano ed una casa degna di questo nome (le loro abitazioni, tristemente note con il nome di favelas, sono agglomerati di catapecchie fatiscenti, prive di acqua potabile e fognature).
Nel centro del Pelourinho, presidiato da squadroni di "polizia turistica", non è raro essere avvicinati da bambini scalzi e malvestiti, che cercano di convincere i turisti ad entrare nei negozi di generi alimentari per acquistare latte in polvere, addizionato di vitamine, per se stessi e i loro fratellini.
E' del tutto evidente, dunque, che l'unica "pericolosità" di una visita al Centro Histórico di Salvador sta nell'imbarazzo, più o meno malcelato, di liberarsi di questi piccoli mendicanti in maniera da salvare la faccia ed essere a posto con la propria coscienza di "ricchi", dando per scontato che un turista intelligente eviterà di ostentare oggetti di valore come orologi costosi e macchine fotografiche appese al collo, atto oltre che stupido, anche eticamente discutibile, e di sconfinare nelle zone periferiche della città, dove regna la povertà più assoluta. La gente del posto è sempre la miglior fonte di informazioni e consigli su come muoversi, dove andare e dove no.
L'aeroporto di Salvador dista circa 30 km dalla città, vi si trova un ufficio della Bahiatursa, catena statale di uffici informazione che prenota le pousadas (pensioni nel cui prezzo è incluso generalmente il café da manhã, ossia la prima colazione) e organizza i taxi secondo le destinazioni in base alle tariffe affisse nella bilheteria. La corsa in taxi dall'aeroporto per il centro costa 67R$ (circa 18€); per il pernottamento la Pousada da Mangueira è in ottima posizione perché dista circa 100 m dal Pelourinho, garantendo la giusta distanza dal rumore delle notti festanti del Centro Histórico e, al tempo stesso, la possibilità di raggiungerlo in pochi minuti, attraversando la strada e dopo una breve e ripida salita. Ha stanze di vario livello che si aggirano sui 100 R$ (28 €) la doppia (o, come dicono loro, il casado), e per chi vuole viziarsi dopo un lungo viaggio intercontinentale o una notte di danze sfrenate, la suite è dotata di un delizioso terrazzino con vista panoramica sul Pelourinho. E costa solo 118 R$ (31€). Per la cena non c'è che l'imbarazzo della scelta, tanti sono i ristoranti con i loro tavolini in precario equilibrio nelle stradine del centro, abbarbicato sulla collina. Sono un pò più costosi del resto della regione, a causa dell'"adattamento al turismo", ma non ci si rovina di sicuro! Per un'ottima cena di pesce + un paio di birre si spendono circa 50 R$ (14€) in due.

 

   

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