Materiali dal Brasile: Stato di Bahia

La doppia naturaleza

::Luglio 2004::

La naturaleza del Brasile non consiste soltanto nella sua strabiliante natura. La naturaleza del Brasile è insita soprattutto nella natura della sua gente, nella sua indole.
Un giorno qualcuno ha inventato il concetto del “vedo-non vedo”, il concetto del nascondere qualcosa, con una trasparenza, un velo, una finta copertura, e ne ha fatto il nuovo must del glamour: il fascino ammantato di mistero. E così, tutto ciò che è artificiosità, è diventato un diktat della moda.
Eppure, basta un breve periodo di permanenza in Brasile per dimenticarlo e sottrarsi a questo nuovo luogo comune. E sorprendersi a costatare che il vero fascino emana dalla naturalezza dei modi e dei costumi.
Girando per il Brasile, in ônibus (autobus), in barca, in buggy, in taxi, o in autostop (modo molto diffuso tra la gente), ci si meraviglia di non essere mai inadeguati, nel proprio modo di vestire ad esempio.
Le donne del Brasile, che siano giovani o vecchie, nere o bianche, tutte indifferentemente si muovono nei loro pantacollant e jeans attillatissimi e nelle loro canottiere ridottissime (senza bandiera del Brasile tanto di moda qui da noi) con la più naturale disinvoltura, anche quando le loro misure raggiungono notevoli dimensioni di circonferenza fianchi!
Il loro sorriso è solare; e i loro occhi non conoscono quello sguardo indagatore e giudicante che noi tanto temiamo. Semplicemente in loro non esiste.
E i loro piedi ballano, scendendo per le ripide stradine acciottolate del Pelourinho di Salvador de Bahia, sempre miracolosamente in equilibrio su scarpe con tacchi o zeppe altissimi.
Gli uomini, dolci e riservati, dissimulano la loro profonda timidezza con quel modo gentile di avvicinarsi, senza parole, ma pronti a dare aiuto se vedono qualcuno in difficoltà, qualcuno che sembra “ perdido” in una grande città, in una stazione degli autobus.
E’ davvero difficile che capiti di doversi difendere dagli assalti dei “locali ai turisti”, eccezion fatta per i bambini poveri che, a volte, chiedono di poter mangiare, seduti in disparte, il resto del pranzo di un ristorante all’aperto, suscitando l’imbarazzo pietistico del nostro perbenismo occidentale.
Nel mese di giugno, durante la celebrazione delle feste junine nello stato di Bahia, tutte le sere si assiste a feste di strada al ritmo della musica afoxè e forrò, ed è qui che l’apoteosi della spontaneità del popolo bahiano esplode nelle sue forme di eccesso dei colori, dai festoni sospesi ai tetti delle case e delle chiese, ai trucchi esagerati, ai travestimenti degli uomini che nella loro transessualità sembrano voler simulare il grande potere seduttivo e fascino magnetico delle loro donne, dando un’immagine grottesca e caricaturale di se stessi, con l’autoironia che li caratterizza e che Jorge Amado così bene ha raccontato nei suoi romanzi di Bahia.
Si è detto tanto del Brasile, forse tutto.
Ci si dovrà accontentare di ripetersi, di non poter essere originali nell’affermare che la cosa più bella del Brasile sono i brasiliani.
Ma loro non si preoccuperebbero, come noi, del non poter essere originali, non ne sarebbero frustrati. Perché la naturaleza prescinde dal concetto di originalità.
La naturaleza è.
E basta.

Paola Ottaviano


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