Materiali dalle Fiji


::Estate 2013::

Isole Yasawa, le perle del Sud Pacifico

Puntualissimo, lo shuttle bus di Awesome Adventures effettua il pick up all'hotel di Nadi (pronuncia Nandi) e, dopo un breve percorso, scarica a Denarau Marina i viaggiatori. L'impeccabile organizzazione li smista a seconda della destinazione e li direziona al check in. Ci s'imbarca sullo Yasawa Flyer, la yellow boat, la barca gialla risplendente nel suo colore intenso. Si lascia la mainland Viti Levu alle spalle, per percorrere in cinque ore la catena delle isole Yasawa, le perle del Sud Pacifico. Giacciono ad occidente e godono del clima più secco di tutto l'arcipelago delle Fiji. Il tragitto vissuto dall'alto del ponte, con il vento che sferza il viso e il sole che lo brucia, si trasforma in una crociera nei Mari del Sud. Il grande catamarano si ferma a ridosso di ogni insediamento, in mezzo a lagune abbaglianti punteggiate da isole coralline e vulcaniche, contornate da spiagge bianchissime e ombreggiate da palme da cocco. Le piccole imbarcazioni di ciascun resort si affiancano per depositare i vecchi turisti e imbarcare i nuovi arrivati. Altri dinghy caricano vettovaglie e derrate alimentari e accompagnano i lavoratori fijiani che tornano a casa per qualche giorno di day off. E' un lento navigare, allietato dalle risate a bordo e dalle grida di saluto dal mare. E' un itinerario a tappe, dove incantevoli scorci di oceano lambiscono baie spettacolari.
La piccola Drawaqa (pronuncia Drawenga) accoglie i turisti con la consueta allegria e i cori di Bulaaa! (Benvenuto) urlati da riva. L'isola ha tre spiagge, di cui la Manta Ray Beach dà accesso al tratto di mare che la separa dalla vicina Naviti. Qui, con il salire della marea, arrivano le grandi mante a filtrare plancton in superficie da maggio ad ottobre. L'evento, monitorato ogni giorno, è annunciato dalla percussione del drum, un tronco d'albero che funge da tamburo. Le barche partono cariche di turisti alla ricerca di queste magnifiche creature. I più temerari sfidano le correnti feroci del canale entrando in acqua dal bagnasciuga e s’imbattono in mante bianche e nere, o tutte nere, che si affiancano, fronteggiano a bocca spalancata e sfiorano gli intrepidi nuotatori solitari fuori dal caos e dall'affollamento. Squaletti pinna bianca e pinna nera e l'elusiva aquila di mare periziano il basso fondale in caccia, a sorprendere gli snorkelisti. Viceversa, a quindici minuti di distanza, ci si immerge con le bombole a Tavuniko Point e, posizionati a trentacinque metri di profondità su un crepaccio del reef, ci si gode le puntate degli squali grigi che vengono ad osservare curiosi gli spettatori con le bolle!
Le attività giornaliere sono scandite dal rullo del tamburo. Lezioni sulla palma da cocco e le sue variegate utilità, dall'intreccio dei cesti con le foglie, alla differenza tra cocco verde per il succo e cocco marrone per il latte. E poi lo studio della lingua fijiana e della storia del paese. Le serate sono a tema, come la cerimonia della Kava, la cena indigena del Lovo, la sfilata con gli abiti tradizionali. Il divertimento è assicurato. La competizione che si scatena nella gara dei quiz, domande che sondano il grado di apprendimento degli insegnamenti ricevuti, crea un esilarante miscuglio di razze e sensibilità che si mischiano nel più autentico spirito fijiano e nella condivisione di una cultura accogliente e gioiosa.
La tappa successiva è Tavewa, una delle ultime isole a nord. E qui il mare si fa paradiso tropicale, quello delle cartoline e dei film Blue Lagoon e Cast Away. Il colore dell'acqua è una distesa di blu profondo che dall'outer reef digrada in azzurro turchese del fondale sabbioso. E' vetro trasparente, è cristallo scintillante e custodisce un segreto, uno di quelli che le Fiji mantengono ben nascosti.
A venti metri di profondità, nel sito chiamato Cathedral Reef, nuotano gli squali. Risalgono da una parete sottomarina di trentacinque metri per nutrirsi dei tranci di pesce che gli uomini gli offrono. Quando la barca arriva, loro sono già lì, girano nervosi, in attesa. Squali oceanici, squali toro Zambesi (Carcharhinus Leucas), i più pericolosi*. Sarà, ma il comportamento sott'acqua a tutto fa pensare tranne che a cattive intenzioni. Si avvicinano dritti in faccia, curiosi, percorrono il pianoro annusando le pinne dei subacquei immobili. Sembra che vogliano socializzare, sono imponenti nella loro mole, massicci, ma non incutono timore. Solo ammirazione. Creature magnifiche, affascinanti, i signori assoluti dello shark feeding delle Fiji.
Il regno marino, frequentato da tartarughe e razze, è la capitale mondiale dei soft coral. Le distese infinite di cabbage coral (cavolo corallo) di un verde brillante e di magic coral (corallo magico), che al lieve tocco cambia colore e diventa bianco, di crinoidi e alcionari di tutte le sfumature del viola, di coralli frusta e anemoni dalla turgida bocca rosso fuoco, di tridacne giganti e ramificate gorgonie a ventaglio sono un'esplosione di colore abbagliante che accende la scintillante barriera corallina a pochi metri dalla superficie. L'habitat terrestre risponde con i palmeti rigogliosi e il verde dei prati, dove saltellano i diamanti di Peale, passerotti verdi dalla testa rossa, dove tessono tele di seta enormi ragni dalla pancia bianca e dove, sulla battigia, sgambettano aironi cinerini che, con aria circospetta, fanno la posta alle prede acquatiche.
La sera sulla spiaggia la danza tradizionale Meke e quella con il fuoco rapiscono gli spettatori nel buio della notte illuminata dalle stelle. Movenze virili e guerriere per uomini dal fisico vibrante e scattante, ancheggiamenti languidi e sensuali per donne dai fianchi morbidi e rotondi. E' il sabato del villaggio, la vigilia di quella domenica consacrata al dolce far niente di tutto il Sud Pacifico.
Alla partenza lo struggente commiato suonato e cantato in modo corale da tutto lo staff, lascia il marchio indelebile della nostalgia e ci s'imbarca con le lacrime agli occhi. La stretta di mano alla fijiana**, i Moce (addio) e i Vinaka (grazie) urlati come un tam-tam tra la riva e la barca che si allontana, prolungano la gioia della permanenza e consolano dallo strazio della lontananza fino a quando il profilo dell'isola non scompare all'orizzonte.
Sulla barca gialla, di ritorno nella mainland, il capitano parla al microfono. Saluta i viaggiatori appena saliti e si augura che abbiano potuto fare uno splendido snorkeling nonostante il tempo incerto. La navigazione tra le perle del Sud Pacifico riprende così, al ritmo gentile del mare e dell'ospitalità sorridente dell'equipaggio, in pieno stile fijiano.

*A loro viene attribuito il maggior numero degli attacchi all'uomo. Questo dato statistico non valuta però a sufficienza la variante della diffusione, e se si considera che questa specie risale i fiumi ed è presente in molte aree del mondo, è possibile che l'allarme vada ridimensionato.

** nel separarsi le dita fanno attrito le une con le altre piegate ad uncino.

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