Materiali dalle Fiji


::Estate 2013::

Naigani, lo sconsiglio

Naigani (pronuncia Naingani) è una piccola isola del gruppo delle Lomaiviti. E' in posizione ideale per le attività di mare a maggior ragione perché, almeno sulla carta, ha il diving center nella resort. Di fatto, non è scontato che i servizi promessi siano effettivamente erogati.

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L'isola principale delle Lomaiviti è Ovalau dove sorge Levuka, l'antica capitale coloniale delle Fiji. Questa porzione d'oceano è descritta come una delle più ricche aree marine di tutto il paese, eppure il centro diving della città ha cessato le attività, indirizzando i subacquei alle vicine isole di Leleuvia e Naigani, le uniche dove poter noleggiare barca e attrezzatura per effettuare immersioni con la guida di un divemaster. La realtà è un po' diversa, almeno per quanto riguarda Naigani. Nonostante la prenotazione anticipata online e la conferma per email, capita che una volta giunti sull'isola il divemaster non ci sia, i pesi non siano sufficienti per tutti e Naigani Island Resort possegga una sola barca, quella adibita al trasporto passeggeri da/per il porto di Natovi Landing sulla terraferma. L'altra, quella per il diving, giace sulla spiaggia in panne da diversi mesi, senza che nessuno si prenda la briga di ripararla. E' per questo motivo che, al fine di incrementare i guadagni, il discutibile management della resort cerchi di concentrare tutte le attività, con il risultato che le immersioni ripetitive della mattinata si riducono a meno di mezz'ora di durata nello spoglio house reef vicino alla spiaggia e, nonostante questo tentativo di ottimizzare i tempi, la barca, impegnata nella subacquea, rischia di fare tardi e di effettuare il trasferimento dei viaggiatori nella mainland non in orario per la coincidenza con gli autobus o i voli per la capitale o per Nadi.
Lo snorkelling tanto decantato è molto modesto. Il fondale vicino alla riva è una distesa di coralli morti, conseguenza dell'ultimo ciclone. Quindi, per sperare in qualcosa di meglio, bisogna spingersi più lontano con inevitabile lievitazione dei costi. Il sito Wakaya Passage, ad un'ora di barca da Naigani, famoso per pregressi avvistamenti di squali martello, è abbastanza deludente. La visibilità è scarsa e il pesce di passo è raro. E' molto difficile vedere gli agognati squali. In compenso ci si consola con l'apparizione di tartarughe embricate e Caretta caretta, wahoo nel blu e delfini in superficie.
Lo staff della resort è inspiegabilmente distaccato e poco cortese, e questo stride con la proverbiale gentilezza dei fijiani. Lassismo, indifferenza e lentezza esasperante non si conciliano con la gradevolezza solita delle altre resort dell'arcipelago. Va bene il Fiji Time all'insegna del relax e dell'assenza di stress, ma qui si è totalmente abbandonati a se stessi. Il bure (bungalow), situato in splendida posizione in mezzo alle palme da cocco, ha i letti sfondati, l'energia elettrica prodotta dal generatore va e viene e, se non si ha un atteggiamento "clientelare", si fa fatica ad ottenere i servizi inclusi nel pacchetto turistico. Già, è proprio questo il punto. Se Naigani Island Resort fosse una budget accomodation, un posto da backpackers con prezzi contenuti e accessibili, si potrebbe anche soprassedere e adattarsi di buon grado. Il problema è che invece il costo sfiora i duecento euro al giorno a persona e per questa cifra ci si aspetta che tutti i servizi, le attività e le condizioni dell'alloggio siano impeccabili, puntuali e di alto livello. E soprattutto non si deve permettere che la frustrazione generata dal menefreghismo, dal pressappochismo e dall'incapacità dei gestori della resort comprometta l'atmosfera di gioia e amabilità che regna alle Fiji e provochi la perdita del contatto con i nativi, che è l'aspetto più bello di un viaggio in questo meraviglioso paese e che ci si porta dentro per molto, molto tempo.

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